Mondi remoti ma paralleli   by  Luisa Carrada
• Microcosmi bidimensionali quelli di dasar, ma di spessore profondo e brulicanti di vita. Paesaggi in cui abitano animali fantastici, figure, volti. Foreste di segni e parole. Cieli verso le cui altezze si alzano immaginarie farfalle, mongolfiere di pensieri, aquiloni leggeri. Montagne geometriche, ma flessibili come un foglio di carta. • Microcosmi nati sotto il segno di Klee e Mirò, perennemente in bilico sul crinale tra figurazione e astrazione, che proprio in questa terra di confine trovano la loro ragione di esistere. • Disegni disseminati di tracce del mondo, ma in cui risulta vano ogni tentativo di “riconoscere” figure od oggetti. Non serve la ricerca dell’archeologo, né la lente dell’entomologo per percorrerne i paesaggi mentali. Piuttosto la consapevolezza che le linee, le forme, i segni, i colori creano mondi autonomi, governati da leggi tutte loro, proprio come i sogni. • ”Contemplo il creato da un punto di vista remoto, primigenio, secondo formule preconcette, che abbracciano a un tempo l’uomo, l’animale, la pianta, il minerale, gli elementi, tutte le forze operanti nell’essere” scriveva Paul Klee nei suoi Diari. Un punto di vista che sembra fatto proprio anche da dasar nella creazione dei suoi sottili mondi di colore e carta